D. VUOI DIRE CHE IN FRANCIA CI CREDONO DI PIU' E INVESTONO
IN PIU'?
R. Il fatto è che un francese rispetto a un italiano
si sa vendere meglio.
Però i francesi non riescono a fare molti prodotti
che invece noi facciamo, che ci rappresentano in tutto il
mondo. Si tratta soprattutto di prodotti a base di nocciole,
simbolo "nazional-piemontese" per eccellenza,
che ci permette delle lavorazioni che hanno dell'incredibile!
Come dicevo prima, da un prodotto classico come può
essere un cremino, si arriva a creare uno speziato, a fare
tante cose
D.
COSA VORRESTI DIRE AI GOLOSI E AMANTI DEL CIOCCOLATO?
R. Sicuramente di informarsi, sia sui prodotti, che sui
produttori. Per quanto riguarda il prodotto, un primo passo
potrebbe essere insegnare ai consumatori a leggere le etichette:
un po' come accade per le bottiglie di vino, le etichette
danno molte informazioni. Poi, è ovvio, è
necessaria la degustazione, perché solo così
si possono comprendere appieno determinate caratteristiche
del prodotto. Molto utile potrebbe essere contattare direttamente
il produttore o recarsi presso il suo laboratorio. Noi,
come molti altri artigiani del settore, organizziamo visite
guidate nel nostro laboratorio, dove spieghiamo la storia
del cacao, il ciclo di lavorazione... E' in questi casi
che ci accorgiamo della poca informazione che c'è
a riguardo: tanti, ad esempio, non sanno nemmeno cosa sono
le fave di cacao o le cabossidi. Oppure pensano che, per
fare il cioccolato bianco, il cacao venga sbiancato in chissà
quale modo! Si tratta sicuramente di visite che coniugano
il grande valore istruttivo e il piacere della degustazione.
D. IDEE PER IL FUTURO?
R.
C'è tutta una serie di prodotti a cui stiamo lavorando,
prodotti che richiedono un grande lavoro tecnico
ma
per scaramanzia, preferisco non dire di più!
Un traguardo importante sarà sicuramente arrivare
a produrci da noi il cioccolat, a partire dalla fava di
cacao: al momento utilizziamo masse di cacao diverse. Ci
piacerebbe chiaramente arrivare un domani a farci le cose
da soli, dandoci la tipica impostazione dei laboratori di
una volta che realizzavano il prodotto interamente loro,
da cima a fondo. Prendiamo ad esempio la nocciola: mentre
ora la compriamo da terzi, ci piacerebbe un giorno arrivare
ad essere in grado di raffinarcela e tostarcela da soli.
E poi c'è la volontà di continuare a specializzarci
nel campo del cioccolato, a livello di tecniche e di conoscenze,
ed apprendere e imparare quante più cose possibili.