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INTERVISTA A GUIDO CASTAGNA - TITOLARE DELL' ATELIER DEL
CIOCCOLATO - GIAVENO (TO)
D. QUALI PRODOTTI SONO PIÙ RICHIESTI NEL MERCATO
DEL CIOCCOLATO?
R. Molte volte piace quello che si propone. L'importante
è non dimenticare che i gusti sono molto soggettivi:
prendiamo ad esempio l'Arriba e il Ghana (entrambi fondenti
al 76%). Pur avendo la stessa percentuale di cacao, degustandoli
il secondo risulta più dolce del primo. E c'è
chi preferisce l'uno, chi invece opta per l'altro. Quindi
diventa difficile, a volte, consigliare.
L'esperienza insegna che, quando si fanno assaggi mirati
di un prodotto, la gente richiede poi quel prodotto. Di
sicuro la gente ricerca sempre un prodotto di massima qualità
e soprattutto, in base ai periodi, ci possono essere tendenze
diverse: ad esempio, un paio di anni fa, agli esordi, tutti
ci chiedevano il cioccolato speziato, perché andava
di moda questo genere. Premetto subito che io sono un amante
del cioccolato, quindi per me il cioccolato è un
prodotto abbastanza puro. Noi compriamo masse di cacao,
che arriva per lo più dall'Africa, dall'Ecuador,
dal Venezuela con cui poi realizziamo le nostre miscele,
mantenendo il prodotto il più puro possibile. L'idea
di fare una tavoletta speziata, come propongono in tanti,
con il peperoncino dentro (che è la più richiesta)
non ci allettava. Così, riprendendo quello che è
uno dei prodotti tipici piemontesi, abbiamo studiato una
forma di cremino ricoperto: abbiamo cioè rivisitato
il classico cremino in chiave moderna, aggiungendogli spezie
e fiori. E' nata così tutta una serie di prodotti
originali, quali gli speziati al cardamomo con il fiore
di malva, o gli abbinamenti menta-liquirizia, paprika-pepe
rosa, ginepro-timo, zenzero, malva-cardamomo, cannella-calendula
I cremini, classici e speziati, e i tartufi, sono venduti
in comode scatoline da sedici pezzi, quattro per tipologia,
in modo da soddisfare i gusti di tutti.
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D.
DOVE SI POSSONO INCONTRARE GUIDO CASTAGNA E I SUOI PRODOTTI?
R. Sicuramente a Giaveno, dove si trova il nostro laboratorio.
Al momento il discorso è un po' strano: noi siamo piccolini,
quindi non possiamo avere chissà quale rete di distribuzione.
Si sono già fatti avanti tanti distributori e agenti,
ma noi preferiamo avere un contatto diretto con i nostri clienti,
sapere chi sono e riuscire così a soddisfare le loro
richieste e esigenze. Anche perché ci interessa presentarci
sul mercato con un prodotto un po' mirato, non tanto inteso
come prodotto di élite, ma come prodotto esclusivo,
che non diventi un prodotto di massa. I nostri clienti, poi,
si sono fatti avanti tramite conoscenze, passaparola o perché
ci hanno visti a qualche fiera. E poi, abbiamo un nostro sito
su Internet
D. FREQUENTI SPESSO LE FIERE?
R. Sì, anche se stiamo pensando di fare fiere un po'
più mirate, che se da un lato richiedono un maggiore
investimento, dall'altro sono fonte di grandi soddisfazioni.
Prossimamente, ad esempio, parteciperemo al Salone del Gusto.
D. COM' E' OGGI IL SETTORE DEL CIOCCOLATO?
R. Il settore sta vivendo un momento un po' delicato, nel
senso che il cioccolato sta ripercorrendo lo stessa iter che
ha fatto il vino anni fa. E' cioè vissuto un po' come
una moda, per cui tanti si improvvisano intenditori o addirittura
produttori. In particolare, per quanto riguarda questi ultimi,
come accade anche in altri settori, ci può essere il
massimo ma anche il minimo, ovvero persone che realizzano
prodotti di qualità media ma che poi mettono in vendita
a un prezzo anche elevato. Il tutto, ovviamente, a scapito
del consumatore. Per sapersi destreggiare tra le varie proposte,
quest'ultimo dovrebbe prestare attenzione a riconoscimenti
quali "l'Eccellenza Artigiana" o "i Maestri
del Gusto", assegnati secondo determinati criteri qualitativi
e tecnici. Sicuramente, nel tempo, ci sarà una selezione
a livello di prodotti e produttori, esattamente come c'è
stata per il vino. Il consumatore, dal canto suo, a causa
di una cattiva informazione, cade spesso nell'errore di ritenersi
un intenditore appassionato. Ad esempio, sempre più
spesso si sente esclamare "Io mangio solo il cioccolato
con un'alta percentuale di massa di cacao". In realtà
queste persone dovrebbero capire che la qualità del
cioccolato non è data solo dalla quantità di
massa di cacao in esso contenuta. Perché ci può
essere un prodotto che ha "solo" il 50-60% di massa
di cacao, ma ha valori qualitativi ben più elevati
di una massa di cacao pura 100%.
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D.
C'E' UN CONSIGLIO CHE DARESTI AI TUOI COLLEGHI?
R. Consigliare i miei colleghi diventa
difficile
Innanzitutto sarebbe bello (e soprattutto
utile) riuscire a creare una forma associativa tra produttori.
Al momento è comunque ancora difficile vincere la diffidenza
di molti produttori, che rifiutano qualsiasi forma di collaborazione
per paura di vedersi sottratti i clienti o le ricette dei
prodotti. Si deve capire che, anche se la maggior parte dei
prodotti (anche i nostri) è realizzata seguendo ricette
molto vecchie, sapute e risapute, è difficile riuscire
a creare prodotti che siano esattamente uguali, che abbiano
esattamente lo stesso gusto. Tra un cremino e l'altro, tra
un gianduiotto e l'altro, ci sarà sempre una differenza
dovuta alla percentuale di ingredienti, alla loro tostatura,
al tipo di lavorazione.
Oltre ad un maggiore spirito collaborativo, servirebbe anche
una maggiore sicurezza nelle proprie capacità e possibilità:
una cosa di cui ci siamo resi, io ed altri produttori, è
che tanti pasticceri si sono affidati a professionisti francesi,
convinti che il mito francese sia molto più completo
di noi.
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