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INTERVISTA A MANUELA MALVASIO- CIOCCOLATERIA NELLA (Ivrea)
D. VOI CREATE PRALINE RIPIENE DI MIELE E LIQUORE AL
MIELE, PASSITO DOC, GERWURZTRAMINER, MOSTARDA D'UVA "COGNA'"
E ALTRI INNUMEREVOLI ACCOSTAMENTI; AROMATIZZATE LE TAVOLETTE
CON ASSENZIO, LAVANDA, NOCE MOSCATA E PEPERONCINO; ABBINATE
IL CIOCCOLATO FONDENTE AL ROSMARINO, ALLA SALVIA, AL PEPE
ROSA, ALLA CANNELLA, ALLO ZENZERO, ALLA VIOLA, ALLA ROSA,
ALL'UVA FRAGOLA, AL GELSOMINO, ALLA LIQUIRIZIA, AL LIMONE...
PERCHE' INDIRIZZARSI VERSO UNA PRODUZIONE SIMILE? COME SCEGLIETE
GLI ABBINAMENTI?
R. Le praline e le tavolette con abbinamenti insoliti nascono
un po' per caso. Ci piace miscelare i sapori come il pittore
mescola i colori sulla tavolozza. La pralina dal ripieno
cremoso con Gerwurztraminer è stata realizzata in
occasione di un evento a Merano, dove abbiamo presenziato
e con cui volevano avvicinarci ai prodotti tradizionali
del luogo. La nostra gamma di tavolette varia tra vari tipi
di aromatizzazione
un esempio è la tavoletta
aromatizzata al rosmarino, realizzata per caso in occasione
di un evento dell'Associazione del Rosmarino e consolidata
nel tempo tra i nostri prodotti grazie al riscontro del
consumatore finale.
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D. NON PENSA CHE SIA UN MODO NUOVO DI INTENDERE IL PRODOTTO
CIOCCOLATO? FORSE E' UN PO' GIOCARE CON IL CIOCCOLATO? IL
CIOCCOLATO SI PRESTA A GIOCARE CON LUI?
R. Sì. Il cioccolato si presta a giocare con lui. Ma
noi artigiani del cioccolato e giornalisti di settore non
dobbiamo giocare usando il cioccolato per giocare con il consumatore
inesperto. Oggi è rarissimo che un cioccolatiere si
occupi di tutto, dal trattamento delle fave fino al cioccolato.
E' come se un panettiere andasse al mulino a macinare il grano
per ottenere la farina o come se uno chef macellasse lui stesso
la carne. Quasi tutti i cioccolatieri cercano le miscele di
copertura che ritengono migliori per poi lavorarle e creare
i propri prodotti. Consiglierei, prima di scrivere un articolo,
di verificare che tutte le fasi della lavorazione delle fave
(essiccazione, tostatura, spremitura, concaggio, temperaggio)
siano una consuetudine e non fatte solo negli orari di visita.
D. OLTRE AD UNA VASTA GAMMA DI PRODOTTI,
COSA TROVA UNA PERSONA CHE ENTRA NEL SUO NEGOZIO?
R. Il nostro laboratorio è un po' atipico: ci troviamo
infatti al primo piano di un edificio, e non al piano terra.
Inoltre vendiamo per lo più a possessori di partita
iva
tuttavia, cerchiamo di accogliere il visitatore
che viene da noi mettendolo a suo agio. E' come se entrasse
in famiglia, siccome c'è solo un muro che separa il
laboratorio dal locale dove il prodotto è esposto
e a seconda delle lavorazioni in atto i profumi nell'aria
sono diversi.
La cosa bella è che quando creiamo prodotti-novità
ci piace farli degustare ai clienti, in modo da raccogliere
il parere e le critiche costruttive per meglio soddisfare
il palato dei nostri consumatori.
D. QUAL'E' UN PRODOTTO DI CUI VA PARTICOLARMENTE
FIERA E PERCHE'?
R. Cerchiamo di curare nel dettaglio tutti gli aspetti di
ogni singolo prodotto, dalle materie prime, alla lavorazione,
al packaging. E' un po' come se i prodotti che escono dal
nostro laboratorio fossero " tutti figli nostri"
e io li amo tutti alle stessa maniera. C'è la pralina
al miele, di cui ho parlato prima
oppure c'è
la "Castagrappa" con crema di marroni, prodotta
inizialmente in occasione della Festa della Castagna a Piverone,
Comune situato sulla Serra Morenica, dove le castagne vengono
raccolte a mano, come si faceva una volta
oppure la
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ganache
al cavolo-verza, che produciamo una volta all'anno in occasione
della sagra del cavolo verza di Montalto Dora. Una cosa vorrei
aggiungere: abbiniamo il cioccolato non solo con prodotti
della regione Piemonte, ma anche di altre zone d'Italia. Ad
esempio, ci piace utilizzare l'aceto balsamico che ben si
accosta con il cioccolato.
D. QUANTO SPAZIO E IMPORTANZA HA PER VOI L'ATTIVITA' FIERISTICA?
R. Per noi la presenza in fiere
di settore è molto importante, perché aiuta
a farci conoscere e a trovare punti vendita in zone limitrofe
alla città dove si svolge l'evento. Siamo stati a Eurochocolate
a Perugia, al Choccoshow a Bologna, a Cioccolatò a
Torino e poi a Merano, Alba
e a Parigi al Torneo delle
Nazioni organizzato in occasione del Salone Internazione Intersuc.
Ci piace molto partecipare anche ad altre iniziative: ad esempio,
nel novembre 2002, abbiamo organizzato una cena nel Castello
di Pavone Canavese, vicino ad Ivrea.
Lo scenario era magico: lasciate le macchine nel parcheggio
sottostante, si saliva a piedi lungo una gradinata illuminata
da tante candele accese aromatizzate al profumo di cioccolato,
in modo da creare un effetto scenico olfattivo notevole. Tutto
era curato nei minimi particolari: sui tavoli i centrotavola,
diversi per ogni tavolo, erano stati personalizzati con praline
di diverse forme e decorazioni e negli angoli della sala vi
erano sculture di cioccolato accuratamente realizzate. Il
menù era su carta di pregio profumata al cioccolato.
Lo chef del Castello abbinava con abilità le nostre
praline dal ripieno ricercato ai piatti di alta cucina, dall'aperitivo
al dolce.
D.
QUANTO CONTA L'IMMAGINE NEL SETTORE DEL CIOCCOLATO? PERI
IL CONSUMATORE FINALE CONTA PIU' O MENO DELLA QUALITA' DEL
PRODOTTO?
R. L'immagine conta tantissimo! Serve a catturare l'attenzione
e la curiosità del consumatore. Si può anche
avere un prodotto ottimo, ma fino a che il cliente non lo
degusta non lo può sapere. Per farglielo provare,
bisogna carpire il suo sguardo, curando il packaging all'eccesso,
in modo che il prodotto si faccia notare sullo scaffale
uscendo dalla moltitudine di prodotti concorrenti vicini.
Anche perché una volta che il prodotto è in
bocca, il grosso del lavoro è già stato fatto!
Per questo curiamo molto i particolari estetici, dall'incarto
alle decorazioni a vista. Un esempio
? I grani di pepe
rosa dall'intenso colore rosso sul cioccolato fondente della
nostra tavoletta al pepe rosa.
D.
E' TEMPO DI VACANZA: SE POTESSE SCEGLIERE DI VISITARE UN
PAESE PRODUTTORE DI CACAO, DOVE ANDREBBE E PERCHE'?
R. Amo viaggiare, andrei ovunque! Potrei dirle Sao Tomè
o Santo Domingo
solo perché alcuni giorni addietro
ho letto un articolo interessante sulla produzione di cacao
in questi luoghi.
D.
PROGETTI PER IL FUTURO?
R. Sicuramente l'apertura, in autunno, del punto vendita
al minuto. Per quanto riguarda il mio sogno nel cassetto,
mi piacerebbe partecipare al Salon du Chocolat di Parigi.
E poi ho molte chimere
Vorrei ad esempio contribuire
a far conoscere il cioccolato artigianale
Nel mondo
del cioccolato c'è tanta confusione, per cui il consumatore
finale ha bisogno di essere guidato. Il dilemma è
che oggi il cioccolato artigianale non riesce a trasmettere
all'utente finale quanto sia valido. Per ovviare a ciò
serve più collaborazione tra gli operatori del settore
e una gran voglia di mettersi in gioco. Sarebbe bello trovare
una qualche forma di collaborazione tra diversi cioccolatieri:
uniti, si potrebbe, ad esempio, aprire in una grande città
un unico punto vendita, dove su ogni scaffale personalizzato
vengono esposti i prodotti artigianali di ogni azienda.
Il consumatore avrebbe così la possibilità
di girare, comparare prodotti diversi, rendendosi conto
delle sfaccettature che offre il mondo del "cioccolato
puro", quello con solo burro di cacao
e poi magari
acquistare tutto! Chissà che un giorno questa fantasia
di "concept store del cioccolato artigianale"
non possa diventare realtà
!
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