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DIANO D'ALBA
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Diano
dal punto di vista vitivinicolo è stato un paese
all'avanguardia nella valorizzazione delle sue vigne.
Fin dal 1986 sono state delimitate sul territorio le
aree maggiormente vocate alla coltivazione della vite.
Queste aree denominate "Söri"
sono quelle meglio esposte ai raggi solari o, in parole
più semplici,
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"dove
la neve si scioglie prima".La struttura geologica del
territorio è marnosa - arenacea, per cui la vite
vi trova il suo habitat naturale. Il terreno vitato si estende
per circa 450 ettari, nei quali sono messi a dimora diversi
vigneti. I più coltivati sono tuttavia quelli
autoctoni: Nebbiolo, Barbera e Dolcetto.
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Dalle
uve nebbiolo si possono ottenere due vini: in una
parte del territorio dianese si produce il Barolo,
nella restante parte il Nebbiolo d'Alba. Dalle uve
barbera nasce il vino Barbera d'Alba. Quest'ultimo,
se affinato in botti di legno, diventa un gran vino
rosso da invecchiamento.Il
fiore all'occhiello della produzione vinicola locale
è il Dolcetto di Diano d'Alba: si tratta
di un vino prodotto esclusivamente sul territorio
dianese, dal colore rosso rubino tendente al violaceo,
dal profumo vinoso fruttato, con sentore di ciliegia
matura e con sapore asciutto, ammandorlato e di
buon corpo.
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Nel comune di Diano d'Alba però non ci sono solo
vigneti. Diano infatti è conosciuto sul territorio
italiano ed estero anche per i suoi allevamenti di struzzi.
In un paesaggio unico e meraviglioso come quello che il
paese offre, gli struzzi
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usufruiscono
di un clima indicato per la loro crescita.
Questa
particolare inclinazione climatica, unita alla
ricerca di una alimentazione esclusivamente naturale,
crea un contesto ottimale per il benessere dell'animale,
contesto che è la base per ottenere prodotti
di alta qualità.A Diano d'Alba, è
quindi possibile ammirare non solo struzzi burberi
e maestosi e così teneri e affascinanti
quando ancora sono pulcini, ma anche la deposizione
di uova dal peso medio di 1,5 kg, la fase di incubazione
e di schiusa , si possono acquistare tutti i prodotti
derivati dallo struzzo, come la carne gustosa
e dietetica, la pasta fresca e i dolci all'uovo
di struzzo, le meravigliose pelli conciate. Inoltre,
la visita ad un allevamento di struzzi farà
scoprire un mondo nuovo ed affascinante, anche
e soprattutto per i bambini.
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Il
particolare clima che accompagna queste zone fa distinguere
Diano d'Alba anche per i suoi mielifici. Le api,
infatti, per raggiungere la quantità di un chilo
di miele, devono visitare almeno due milioni di fiori,
e il paesaggio di Diano ne è particolarmente
ricco perché circondato a 360 ° di natura
permettendo così al miele di entrare a far parte
dei prodotti tipici.
Altri
prodotti tipici del territorio sono le nocciole
e l'ortofrutta.
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IL
VINO "DOLCETTO DI DIANO D'ALBA"
La
zona di origine del Dolcetto di Diano d' Alba si trova
praticamente circondata dai colli dove viene prodotto il Dolcetto
d' Alba, in un area vitivinicola del Piemonte denominata Langa
albese.
Si tratta di un ottimo vino, prodotto esclusivamente da uve
Dolcetto.
A
parte la citazione su un documento del '500, le prime notizie
sicure sul vitigno Dolcetto si devono all' "Istruzione"
(fine del '700) del Conte nuvolose, dove si trovano alcune
informazioni su un vino denominato "Dosset" e sulla
sua zona di produzione. Sulle origini dell'uva Dolcetto vi
sono varie teorie, ma la più fondata è quella
secondo la quale il Dolcetto avrebbe avuto le sue origini
nel Monferrato intorno all'anno Mille.
Da qui il vitigno dovette diffondersi in tutto il Monferrato,
nella parte occidentale della Liguria, nell' Oltrepò
Pavese, fino al Piacentino e al Milanese.
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Il
Dolcetto di Diano d' Alba è un vino giovane ed
armonioso, dal colore rosso rubino, dal sapore asciutto,
fruttato, gradevolmente mandorlato e ricco di buona
statura, adatto agli accostamenti più svariati:
ciò gli permette di spaziare commercialmente,
in modo sicuro, sui maggiori mercati del mondo.
La gradazione minima è di 11,5°, mentre per
il tipo "Superiore" vi deve essere una gradazione
minima di 12,5 gradi con un anno di invecchiamento obbligatorio.
Il Dolcetto di Diano d'Alba è un vino da tutto
pasto.
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I SORI
I
Söri sono le aree del territorio di Diano
vocate alla viticoltura.
Il termine Söri significa "solatio",
"esposto al sole": in dialetto langarolo indica
quelle posizioni particolarmente favorite dal microclima
locale e quindi ricche di vocazione viticola.
I Söri di Diano d'Alba sono complessivamente 77,
ciascuno con un pittoresco nome della lingua parlata
locale.
Il lavoro di individuazione di tali aree nel Comune
di Diano d'Alba è partito nel 1985 da una scelta
programmatica precisa e qualificante; esso si collocava,
come progetto pilota nel contesto della valorizzazione
della produzione vinicola.
Quando il 27 settembre 1986 Lorenzo Destefanis, l'allora
Sindaco di Diano d'Alba, ha disposto l'affissione di
un pubblico avviso per comunicare che era esposta all'Albo
Pretorio la mappa delle aree vocate alla viticoltura
del Comune per l'attribuzione della denominazione del
vigneto, ha segnato un momento importante nella storia
della viticoltura del Piemonte e dell'Italia.
Era infatti la prima volta che una comunità si
dotava di uno strumento urbanistico d'avanguardia in
materia agricola: si tratta, oggi, di un vero e proprio
piano regolatore dei vigneti e di programmazione delle
produzioni, che equilibra virtù naturali della
terra ed esigenze di coltivazione e di reddito dei vignaioli.
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Il
parametro considerato nella classificazione del territorio
Comunale (classificazione finalizzata ad individuare
le aree vocate ad una viticoltura d'eccellenza) è
quello dell'esposizione e della giacitura, e quindi,
delle ore e dell'intensità di insolazione del
luogo.
Non si è invece tenuto conto delle caratteristiche
geopedologiche, in quanto per certi aspetti sono abbastanza
uniformi sull'intero Comune, mentre per altri aspetti
sono alquanto disomogenee in uno stesso vigneto.
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Sulla
base di questi criteri, il territorio comunale è
stato classificato secondo quattro tipologie di aree:
-
aree altamente vocate alla viticoltura, nell'ambito
delle quali individuare le denominazioni di vigneto
- aree suscettibili all'attribuzione di denominazione
di vigneto
- aree con prevalente esposizione a nord, non
suscettibili della denominazione di vigneto
- aree non idonee alla viticoltura
Soltanto una parte delle terre del Comune di Diano è
idonea alla viticoltura, e solo una parte di esse può
essere ammessa ad una denominazione di vigneto.
L'aristocrazia dei vini di Diano è quindi garantita
non solo dalla denominazione di origine controllata,
ma anche da un approfondito studio storico sulle vocazioni
territoriali.
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MANIFESTAZIONI
Il
calendario delle manifestazioni del piccolo ma attivissimo
comune di Diano d'Alba è ricco di incontri interessanti
e sicuramente da non perdere.
Uno
degli appuntamenti che si ripete ormai da anni è "Di
Söri in Söri": l'evento ha un successo
di pubblico crescente, pubblico molto interessato ai vini
rossi piemontesi accostati al cibo. Si tratta infatti di un
percorso enogastronomico guidato che si snoda per le cantine
di Diano d'Alba, dove si possono degustare salumi, primi piatti,
dolci, prodotti tipici di Langa forniti da artigiani del territorio.
Il tutto accompagnato ovviamente dai vini dei produttori dell'Associazione
"I Sorì di Diano".
Altro
appuntamento fisso è la "Fera d'Dian",
dove l'esposizione di piccoli animali e prodotti tipici, i
giochi e l'artigianato sono finalizzati a trascorrere una
giornata all'insegna della solidarietà.
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Il
12 novembre 2005 si è tenuta, invece, la prima
edizione de "Il Dolcetto di Diano d'Alba",
kermesse organizzata da Chococlub - Associazione Italiana
Amatori Cioccolato - e culminata nella scelta di quella
che sarebbe diventata la pralina " Il Dolcetto
di Diano d'Alba 2005". La manifestazione è
stata anche un'occasione di intrattenimento e di festa
in onore del "cibo degli Dei", con il Chococamper
simbolo di Chococlub,i chocogiochi, i chocospettacoli
della Scuola di Danza Professionale "Al Balletto"
di
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Alba e i seminari di degustazione guidata (ovviamente
di cioccolato!) tenuti dagli esperti di Chococlub. |
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