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MONCALIERI |

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| | L'atto
ufficiale della nascita di Moncalieri come libero stato risale all'11 novembre
1230, durante la festività di San Martino. E' a partire dal XIII secolo
che si assiste allo sviluppo della città, con l'accoglimento della popolazione
proveniente dalla vicina Testona, attuale frazione moncalierese, distrutta dagli
abitanti di Asti e di Chieri. La città vantava una facile capacità
di difesa, in quanto posta sulla collina, e un facile accesso al Po, di cui controllava
il ponte strategico. Quest'ultimo, per lungo tempo in mano ai Templari, risultava
infatti l'unico accesso a Torino per chi proveniva da sud. | | Nel
1232 Moncalieri passò sotto il dominio dei Savoia e da allora la sua storia
fu intimamente legata alle vicende della casa sabauda. I Savoia, che soprattutto
nel XVIII secolo amavano trascorrere i mesi estivi nel Castello di Moncalieri,
vi governarono infatti per diversi secoli, fatta eccezione per il periodo compreso
tra il 1536 e il 1559 e durante l'epoca napoleonica, segnati dall'occupazione
francese. Fino al Cinquecento il Comune controllava un vasto territorio, tra
cui l'attuale Nichelino e La Loggia. Al suo interno ospitava numerosi ordini religiosi,
tra cui i già citati Templari, i frati dell'Ordine Carmelitano e i frati
Cappuccini, i frati minori di San Francesco, gli Umiliati di San Giacomo e i Canonici
di Santa Maria della Scala. Il ruolo di questi ordini religiosi è cresciuto
nel tempo, arrivando a fondare, unitamente al ceto mercantile anch'esso in ascesa,
numerose scuole sul territorio. Fu proprio l'affermarsi del ceto borghese che
portò la necessità di un minimo d'istruzione: è al 1331 che
risale la prima notizia di una scuola pubblica a Moncalieri. Contemporaneamente
il commercio favoriva gli scambi, portando con sé una grande disponibilità
di denaro. Con gli scambi nacquero e si consolidarono le fiere e i mercati: Moncalieri
vanta forse il primato della fiera più vecchia del Piemonte (di cui si
hanno notizie fin dal 1344): si teneva l'ultimo lunedì del mese di ottobre
e durava dieci giorni. | | Le
frequenti ondate di peste e gli assalti degli eserciti nemici non scoraggiano
la crescita della città, che anzi dà vita alle sue tradizioni, tutt'ora
esistenti, come la fiera del bue grasso, la fera dij subijet e il grande mercato
del venerdì (istituito da Amedeo V nel 1286) e sviluppa l'arte tessile
e l'allevamento di bovini, incrementa la rete commerciale, aumenta il numero dei
mulini operanti sul Po, produce un ottimo olio, vini pregiati e pratica la bachicoltura.
Intanto si arricchisce anche di monumenti, chiese e di splendide ville in collina,
soprattutto nel 1600-1700, modificando in parte l'originaria filosofia medioevale. | | La
città fu anche teatro di importanti episodi del Risorgimento italiano,
come il famoso Proclama di Moncalieri, l'appello che Vittorio Emanuele II lanciò
dal Castello il 20 novembre 1849 a favore della ratifica della pace di Milano
(6 agosto 1849) stipulata con l'Austria a conclusione della prima guerra d'indipendenza.
Nell'Ottocento la città si industrializzò e divenne per una parte
del secolo seguente meta di vacanze, specialmente dei torinesi. Nella Moncalieri
ottocentesca, dimora prediletta di Vittorio Emanuele II, oltre all'attività
tessile e ad un aumento dell'antica tradizione di laterizi, nascono le fabbriche
di zolfanelli e di biciclette, si sviluppa l'industria alimentare e sorge la fonderia
Limone vicino al torrente Sangone. La città svela così la sua grande
vocazione industriale, che ha raggiunto notevoli risultati ai giorni nostri, in
particolare nei settori del design industriale, dell'editoria e della grafica.
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