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Venezia.
Lepisodio leggendario delleroina Agnese
Pasta e la relazione fra Galeazzo Maria Sforza e la
nobile melzese Lucia Marliani segnarono un secolo
terminato con la consegna del marchesato di Melzo
a Gian Giacomo Trivulzio, condottiero di Luigi XII
e capostipite di una dinastia impostasi per quasi
due secoli di storia melzese: due secoli di stabilità
sociale ed economica ma anche di fasti voluti dal
casato per abbellire le proprie dimore e gli edifici
più rappresentativi del borgo.
Lassetto produttivo melzese rimase per secoli
prevalentemente centrato sulle attività agricole,
con una vocazione di antiche origini per il settore
caseario. E solo verso la fine del 700,
con la comparsa delle prime filande, che si assiste
allavvio di una nuova fase dello sviluppo cittadino,
che fra 800 e 900 ha ridisegnato sia laspetto,
fino ad allora immutato, del borgo, sia le abitudini
di vita della sua popolazione. Nel 1838 la lavorazione
della seta è il motore trainante dellindustrializzazione
melzese, con un passaggio di manodopera dal settore
agricolo a quello manifatturiero e (terminato il momento
di massima espansione degli stabilimenti tessili)
allindustria casearia: si delineò così
la vocazione produttiva di un borgo destinato a diventare
un polo alimentare di rilevanza nazionale.
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