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STORIA Il Comune di Borgo San Dalmazzo nasce ufficialmente nel XII secolo. Rientrando nel distretto di Cuneo, ne ha seguito le vicende, tra angioini e marchesi di Saluzzo, Visconti e Savoia, tutti miranti al controllo delle vie di transito commerciale tra Pianura Padana e Provenza. In età romana, sull'attuale territorio, sorgeva Pedona, nucleo celto ligure, uno dei | ||
centri più importanti della Provincia Alpium Maritimarum, divenuta in seguito
municipium con sede di dogana e centro della viabilità romana tra l'Italia
ed il sud della Gallia. Secondo la tradizione a Pedona subì il martirio
San Dalmazzo, che in seguito ha dato il nome al borgo Medioevale. Dopo la conquista
longobarda fu eretta un'abbazia sulla tomba del Santo, poi distrutta dai Saraceni
nel 906, successivamente riedificata nell'XI secolo e da allora conobbe un periodo
di floridezza sino a tutto il XIV secolo. La storia di Borgo San Dalmazzo è
dominata dalla presenza di questa potente abbazia, conosciuta come San Dalmazzo
di Pedona. Dal Cinquecento al settecento il Comune subì numerose guerre,
carestie, pestilenze e liti con il vicino comune di Cuneo. Il ritorno dei Savoia
segnò una sensibile ripresa. Nel 1887 fu inaugurato il primo tratto della
ferrovia Cuneo-Ventimiglia, che transitava per Borgo. Durante la seconda guerra mondiale il territorio di Borgo fu al centro delle vicende belliche. Tra il 18 settembre 1943 ed il febbraio 1944 operò a Borgo San Dalmazzo un campo di detenzione di ebrei. I detenuti furono 375, di diversa nazionalità, provenienti soprattutto dalla Francia. Essi furono deportati ad Auschwitz il 21 novembre 19473 e il 15 febbraio 1944, in due convogli composti da carri bestiame e partiti dalla locale stazione ferroviaria. Solo una decina fecero ritorno. Molti ebrei si salvarono dalla deportazione grazie all'aiuto della popolazione di Borgo San Dlmazzo. | ||