LUSERNA SAN GIOVANNI







STORIA
Il Comune di Luserna San Giovanni è composto da due nuclei storici (il vecchio borgo di Luserna e San Giovanni, sulla omonima collina) e dal nucleo più recente di Airali (l'attuale capoluogo).

Luserna alta, sulla riva del Pellice, ai piedi delle montagne che la circondano, vanta una storia ultramillenaria, risalente ai periodi celtico, romano e delle invasioni saracene.I primi documenti che ne attestano l'esistenza risalgono all'XI secolo.
Situata all'imbocco della Val Pellice, in un luogo di passaggio obbligato per recarsi nelle valli di Angrogna, di Luserna e in

 

Francia, il paese divenne un importante centro commerciale: la fiera del 2 novembre fu per secoli una delle più ricche e frequentate dell'intero arco subalpino. Ciò può spiegare perché Luserna fu scelta, attorno all'XI secolo, come residenza della famiglia più importante della zona, da allora nota come quella dei signori (poi conti) di Luserna.
Le origini del casato di Luserna, che si affermò nel tempo suddividendosi nei tre rami dei Manfredi, dei Bigliori e dei Rorengo (famiglie nobiliari tra le più antiche del Piemonte), risalgono agli inizi dell'XI secolo. Esso dominò, con rapporti di vassallaggio e per diversi secoli, su un ampio territorio, arrivando a comprendere, secondo le epoche, Bibiana, Bagnolo, Campiglione, Mombrone (ora Montebruno di Garzigliana), Macello e molti altri centri.
La storia di questo casato è estremamente complessa e, nonostante le ricerche compiute dal Rivoire alla fine dell'Ottocento, molti punti rimangono ancora oscuri. Pare si trattasse di una famiglia francese entrata al servizio dei marchesi di Susa agli inizi del millennio. Legatasi ai Savoia, fu loro stretta alleata durante la lenta ma progressiva penetrazione sabauda in Piemonte. La popolazione della valle ebbe dunque a che fare con una signoria particolarmente potente, il cui peso si fece sentire in più occasioni.
Nel 1276, nel periodo delle Signorie, Luserna fu uno dei primi centri dell'intero Piemonte, in ordine cronologico, a dotarsi del primo "Statuto Comunale".
Luserna fu anche sede del Tribunale Mandamentale, con sede nell'antico palazzo di via Pietro Guglielmo e, nello stesso periodo (1630-1697) fu capoluogo di provincia, sostituendosi a Pinerolo, allora occupata dai Francesi. Vi si concentrava inoltre ogni attività politica e si amministrava la giustizia.
L'importante ruolo economico ricoperto nel Medioevo è testimoniato non solo dall'importanza della già citata fiera del 2 novembre, ma anche dai numerosi mercati e fiere di rilevanza internazionale che vi si svolgevano, grazie a trattati economici con il Delfinato e con altre regioni, in cui venivano stabilite le regole per le attività commerciali e fissati dazi e gabelle.
Risale all'XI secolo un editto riguardante il mercato lusernese del venerdì, poi confermato da un decreto del duca Emanuele Filiberto nel 1562.

San Giovanni, anticamente chiamata "Bellonatti" dal nome della famiglia che vi risiedeva, costituisce l'altro centro storico del Comune. In questa zona agricola della collina, come nel resto della valle, si stabilirono a partire dal XIII secolo i primi Valdesi, accolti in qualità di Vassalli dai conti di Luserna. Cristiani dissidenti dalla chiesa di Roma, sparsi in mezza Europa, furono costretti per tutto il
Medioevo a vivere clandestinamente la loro fede basata sulla povertà e la lettura dell'Evangelo, assistiti dai loro predicatori, i "barba" (termine che in provenzale significa "zio").
Il numero dei Valdesi in Valle Pellice aumentò con il tempo. I signori locali, traendo dalla loro presenza notevoli vantaggi economici, non infierirono ma dovettero comunque assecondare gli inquisitori che davano ai Valdesi una caccia spietata. Per secoli i Savoia e i Francesi, loro alleati, cercarono, attraverso l'operato dei governatori di Torre Pellice e Luserna, di logorare la resistenza della popolazione valdese per ricondurla alla Chiesa cattolica, ma senza risultato. Inutile fu anche il ricorso alla forza, con le conseguenti devastazioni e sofferenze che fecero della valle una delle terre maggiormente provate del Piemonte.
Ciò causò la distruzione di numerosi monumenti romanico-medioevali (comprese le quattro porte di accesso alle fortificazioni), creando un'irreparabile perdita di carattere storico e culturale e lasciando come testimonianza del tempo solo qualche elemento del vecchio centro storico.
In questo clima di tensioni e lotte cruente, nel 1657 gli abitanti di San Giovanni quasi totalmente valdesi, stanchi di vedersi martoriati da persecuzioni di ogni genere, chiesero ed ottennero di dividersi dalla parte cattolica e di creare un nuovo Comune: la parte Valdese si insediò nel comune di San Giovanni Pellice, la parte cattolica in quello di Luserna.
L'intolleranza religiosa si spense solo a metà del XIX secolo e l'Editto di Re Carlo Alberto del 17 febbraio 1848, che riconosceva diritti politici e civili al popolo valdese ("l'emancipazione ed ammissione a fruire di tutti i diritti civili e politici"), permise il ricongiungimento dei due Comuni precedentemente separatisi. La riunificazione è datata 1° gennaio 1872: Luserna San Giovanni era il nuovo Comune. Come capoluogo e sede del palazzo municipale si scelse il nucleo territoriale di Airali, fino ad allora occupato da campi: in breve tempo vi fu un forte sviluppo residenziale e industriale, soprattutto per quanto riguarda i settori tessile, dolciario e meccanico.

L'industrializzazione del comune si sviluppò per oltre un secolo con importanti insediamenti produttivi riguardanti soprattutto i settori tessile-cotoniero, dolciario e meccanico, oltre alla grande rilevanza rivestita dall'estrazione e dalla lavorazione della pietra. Nell'ultimo dopoguerra il settore tessile-cotoniero entrò in crisi irreversibile e, nel 1965, ci fu il crollo dell' "impero Mazzonis", con pesanti ripercussioni occupazionali, economiche e sociali che si estesero nell'intera vallata.
Le scelte politico-amministrative del comune di Luserna San Giovanni resero possibile, dagli anni '60, un recupero nel settore industriale,che ha permesso di avere, oggi,
sul territorio importanti aziende: la Caffarel, leader nel settore dolciario; la Pontevecchio, con i suoi cinque marchi nel settore delle acque minerali (Sparea, Fonte delle Alpi, Valmora, Alpi Cozie, Monviso); la Colcos, azienda impegnata nel "Corteco"; la Microtecnica, operante in settori strategici.
Di grande importanza è anche l'area coperta dall'estrazione e lavorazione della pietra, sebbene fortemente ridimensionata rispetto al passato.
Accanto alle aziende sopra citate sorgono sul territorio decine di piccole e medie aziende operanti sia nel campo della produzione sia in quello dei servizi. Il dato secondo cui l'80% dell'occupazione industriale della valle è concentrata sul suo territorio, è sufficiente ad indicare l'importanza di Luserna San Giovanni nel settore industriale.